Prestiti a cattivi pagatori: le forme più diffuse
Il cattivo pagatore si trova in una sorta di limbo, poiché pur non essendo stato dichiarato protestato, allo stesso modo viene considerato poco affidabile, a seguito della sua segnalazione nella black list della Crif, ed almeno fino a quando non ne verrà cancellato. Tuttavia che si tratti di una situazione e di una posizione non del tutto chiara lo dimostra la differenza di policy nel credito adottata dalle banche: alcune considerano il fatto di per sé grave, per cui escludono la concessione del prestito, mentre per altre ci sono dei canoni di tolleranza (ad esempio il numero di ritardi).
In ogni caso in generale bisogna fare la distinzione tra i prestiti senza busta paga, e quelli con busta paga. Per i primi, le forme più usate prevedono comunque delle garanzie molto forti, e di tipo materiale o con connotazioni fortemente esecutive come:
- prestiti con immobili a garanzia: tramite l’ipoteca che viene messa sull’immobile stesso;
- prestiti cambializzati: con la somma erogata vengono emesse anche le cambiali, che verranno stralciate a mano a mano che il rimborso viene fatto, e fino al suo esaurimento;
- prestiti con pegno: la somma di denaro verrà concessa dando dei beni di valore in pegno (normalmente è necessario riscattarli, e per questo si tratta di una delle forme più costose).
Tra i prestiti cattivi pagatori con busta paga, spicca la cessione del quinto dello stipendio, e ciò perché: si tratta di un finanziamento che ‘deve’ essere erogato, se ci sono i requisiti soggettivi imposti dalla legge, ovvero l’essere dipendenti a tempo indeterminato (sia del pubblico impiego che di quello privato), oppure pensionati.