Inutile negarlo, effettuare i preventivi online è comodo, pratico, veloci, e sia che l’oggetto sia un’assicurazione, un mutuo o un finanziamento. L’importante è non perdere mai di vista i limiti di un qualsiasi strumento, che di per sé non sarebbe malvagio, se non ne venisse fatto un impiego errato. Per i mutui online preventivi possono essere fatti, ed anzi dovrebbero essere effettuati utilizzando diversi dei siti online. La motivazione è molto semplice: spesso vengono fatte convenzioni ed accordi con le varie banche, da parte di ciascuno di questi siti, e se è vero che questi possono essere molto vantaggiosi per i potenziali mutuatari, di contro restringono arbitrariamente la panoramica delle offerte presenti nel web, ma anche all’interno delle banche tradizionali.
Effettuando diversi preventivi si riesce a limitare questo tipo di problema. Oggi i mutui 100 per cento, non li mette a disposizione più nessuna banca, ma ce ne sono alcune, che a certe condizioni, propone delle percentuali generose, e comunque superiori all’80%. Ma scegliendo i mutui passando esclusivamente attraverso i preventivi online si rischia di non riuscire ad individuarli, e quindi di non poterne usufruire. Inoltre, pur avendo individuato un’offerta che sembra buona, o almeno convincente, prima di inoltrare la richiesta di un preventivo (che se fosse formale rimarrebbe nel sistema), bisogna andare a controllare le condizioni che vengono applicate al mutuo.
Solo controllando alcune voci, e facendosi due calcoli, si può desumere se l’offerta è una vera occasione, o sembra semplicemente tale: se esiste il pagamento di incasso rid, quanto costano e come vengono calcolati le spese accessorie (istruttoria, assicurazione e perizia), se ci sono alcune limitazioni per accedere all’offerta e la politica degli spread alle variazioni degli importi richiesti.
Il cattivo pagatore si trova in una sorta di limbo, poiché pur non essendo stato dichiarato protestato, allo stesso modo viene considerato poco affidabile, a seguito della sua segnalazione nella black list della Crif, ed almeno fino a quando non ne verrà cancellato. Tuttavia che si tratti di una situazione e di una posizione non del tutto chiara lo dimostra la differenza di policy nel credito adottata dalle banche: alcune considerano il fatto di per sé grave, per cui escludono la concessione del prestito, mentre per altre ci sono dei canoni di tolleranza (ad esempio il numero di ritardi).
In ogni caso in generale bisogna fare la distinzione tra i prestiti senza busta paga, e quelli con busta paga. Per i primi, le forme più usate prevedono comunque delle garanzie molto forti, e di tipo materiale o con connotazioni fortemente esecutive come:
- prestiti con immobili a garanzia: tramite l’ipoteca che viene messa sull’immobile stesso;
- prestiti cambializzati: con la somma erogata vengono emesse anche le cambiali, che verranno stralciate a mano a mano che il rimborso viene fatto, e fino al suo esaurimento;
- prestiti con pegno: la somma di denaro verrà concessa dando dei beni di valore in pegno (normalmente è necessario riscattarli, e per questo si tratta di una delle forme più costose).
Tra i prestiti cattivi pagatori con busta paga, spicca la cessione del quinto dello stipendio, e ciò perché: si tratta di un finanziamento che ‘deve’ essere erogato, se ci sono i requisiti soggettivi imposti dalla legge, ovvero l’essere dipendenti a tempo indeterminato (sia del pubblico impiego che di quello privato), oppure pensionati.
Nel nord dell’Europa già da tempo viene utilizzata una pratica, per l’installazione degli impianti fotovoltaici, che sembra accontentare tutti: le aziende produttrici dei pannelli fotovoltaici, che ottengono elevati volumi di acquisto, le aziende installatrici che ottengono i guadagni legati alla produzione dell’energia elettrica tramite gli stessi impianti, ed i proprietari degli immobili sui quali vengono installati, che ottengono dei risparmi derivanti dall’installazione, senza tuttavia spendere un solo euro.
Il funzionamento è molto semplice: le aziende installatrici stipulano contratti di affitto dei tetti degli immobili con i proprietari, i quali non pagano l’installazione dell’impianto e non ne diventano proprietari prima che siano trascorsi 20 anni della loro vita, ma semplicemente affittando il tetto. Come beneficio ottengono un risparmio sulla bolletta che può oscillare tra il 35% e il 50% (su ciascuna bolletta). Le aziende installatrici hanno interesse a scegliere tutti elementi che garantiscano la massima efficienza dell’impianto: da pannello fotovoltaico più performante ai materiali di prima qualità.
Inoltre le aziende installatrici, grazie ai grandi quantitativi di ordini, riescono a spuntare prezzi migliori, rispetto alla media di mercato, oltre che a guadagnare con la vendita al gestore della rete nazionale, dell’energia in più prodotta dall’impianto fotovoltaico stesso. Di contro le aziende produttrici ottengono degli ordini molto elevati, che permette loro di garantire, e mantenere un livello di produttività molto elevato.
Che si tratti di una formula vincente ne danno testimonianza la nascita di un numero crescente di aziende che sta iniziando a sfruttare questa formula, a tutto vantaggio anche dell’ambiente.
La compagnia di navigazione Saremar ha recentemente reso noto che a partire dal mare di dicembre riaccenderà i motori dei due traghetti, la Scintu e la Dimonios, per aiutare i pastori sardi a consegnare gli agnelli destinati alla Penisola a prezzi ragionevoli, e dal 16 gennaio 2012, le impiegherà per la stagione invernale 2012. Grazie ai due traghetti per la Sardegna si riaprono le speranze di una stagione più florida, rispetto a quella appena passata, ma la giunta regionale sta cercando di risolvere alcune questioni, che dovrebbero riguardare soprattutto le rotte, e che vorrebbero portare a 5 i traghetti per il trasporto delle persone e aggiungere altre due navi per aiutare il trasporto delle merci.
Intanto la battaglia della regione sarda potrebbe mettere a segno un altro punto a suo favore per garantire il diritto alla mobilità degli isolani, dopo le perplessità esternate da Bruxelles sulla cessione della Tirrenia alla Cin, una cordata di armatori privati che verrebbero a detenere il monopolio delle rotte. Più che altro, sottolineano dall’isola sarda, si tratterebbe di un monopolio effettuato alla luce del sole, dal momento che le correzioni tutte all’insù, ed abbastanza allineate delle tariffe, effettuato con tranquillità l’anno scorso, starebbe a dimostrare che il monopolio già esiste. Intanto la Saremar continua a voler dimostrare che a rimboccarsi le maniche si ottengono ottimi risultati. Una volta riaccesi i motori, anche se al momento per la stagione invernale, mentre gli amministratori della compagnia fanno sapere che a breve renderanno note anche le modifiche per quella estiva, chissà dove potrà arrivare…
Per i soggetti che vengono iscritti nel bollettino dei protestati, indipendentemente dalle ragioni, la vita, da un punto di vista finanziario, diventa inevitabilmente più complicata, con l’interdizione dall’uso di determinati mezzi di pagamento, alle oggettive difficoltà in cui si incorre per ottenere dei finanziamenti. Effettivamente le possibilità di scelta in generale, e le alternative in particolare si assottigliano considerevolmente soprattutto quando si tratta di prestiti a protestati, ovvero finanziamenti necessari per ottenere una certa liquidità e non finalizzati all’acquisto di un bene in particolare.
Le principali ipotesi e tipologie di prestiti per i protestati sono:
- prestiti cambializzati: questi possono essere erogati da una banca ma anche da privati, e come unico limite viene imposto che il tasso applicato non superi quello di usura, anche se vengono quasi sempre applicati dei tassi molto elevati. Difficilmente le durate sono molto lunghe, e ciò è dovuto invece alla modalità di rimborso: al finanziato insieme alla somma vengono consegnate anche delle cambiali, del numero corrispondente al numero di rimborsi che dovrà effettuare. Ad ogni rimborso il finanziatore provvederà allo stralcio della corrispondente cambiale;
- prestiti con ipoteca: deve essere messo in garanzia un immobile sul quale, generalmente una banca, metterà un ipoteca per tutelarsi a fronte del mancato rimborso;
- prestiti con pegno: il finanziato mette a garanzia merci o beni di valore;
- cessione del quinto dello stipendio, e prestito con delega (o cessione del doppio quinto): si tratta della forma meno costosa di prestito per i protestati, ma è accessibile esclusivamente solo ai lavoratori dipendenti a tempo indeterminato e pensionati.
I piccoli prestiti sono quei finanziamenti che si presentano di modesta entità. Molto spesso coincidono con i finanziamenti veloci, poiché l’importo ridotto si sposa bene con una tempistica stringata per la fase di istruttoria e delibera della somma richiesta, ma non è necessariamente così. Soprattutto nel caso di piccoli prestiti senza busta paga, venendo a mancare una garanzia forte come lo stipendio di lavoratore dipendente, spesso la banca effettua delle valutazioni, complessivamente più approfondite, che richiedono molto più tempo della regolare tempistica prevista per i prestiti veloci che si riduce alle 48 ore.
La comodità dei piccoli prestiti risiede nella possibilità di ottenere abbastanza semplicemente l’erogazione delle somme richieste, dal momento che sono caratterizzate da somme modeste. Ma gli aspetti non positivi (non si potrebbe parlare di veri e propri aspetti negativi), invece stanno nel fatto che i tassi non sono mai molto bassi, e le durate non vanno oltre le 60 mensilità. Le emergenze e la crisi attuale ha portato alla nascita dei prestiti immediati, che possono essere richiesti sia alle banche tradizionali che alle finanziarie online, ed hanno come particolarità una tempistica addirittura inferiore rispetto a quella dei prestiti veloci, poiché mediamente la decisione viene presa nell’arco di 24 ore.
Recentemente sono nate delle forme particolari che rappresentano un’evoluzione della logica delle carte revolving: si tratta di prestiti veloci o immediati, per somme che generalmente non superano i 3 mila euro, e per i quali il finanziato paga solo gli interessi sulle somme utilizzate, e mano a mano che le restituisce, ripristina la riserva da cui può nuovamente accedere.
Il mercato del Forex, costituisce una delle poche alternative a cui si può far ricorso oggi, per guadagnarsi qualche extra in modo del tutto legale. Tra l’altro a seguito dell’equiparazione delle valute agli strumenti finanziari e delle modifiche della tassazione, con il regime amministrato, i guadagni sono già al netto della tassazione, per cui le implicazioni burocratiche scemano abbondantemente.
Tuttavia per poter guadagnare il Forex, bisogna mettere da parte l’idea dei facili guadagni, e decidere se si ha l’intenzione di applicarsi nell’imparare le nozioni di base, l’uso degli indicatori di analisi, e l’apprendimento oltre che la sperimentazione dei vari tipi di strategie. Spesso capita di leggere dei messaggi, soprattutto a sfondo pubblicitario, che danno un segnale molto sbagliato, perché fanno assimilare il trading del forex una via di mezzo tra un gioco d’azzardo, e la semplicità dei gratta e vinci.
Invece trattandosi di investimenti, anche se effettuati all’interno di un mercato altamente volatile, di aleatorio non ha praticamente nulla, anche se ciò non sta a significare che una volta acquisite delle strategie queste si dimostreranno infallibili. Una parte di rischio rimane sempre proprio perché questa è la natura degli investimenti, per i quali non si può mai, in nessun caso, pur adottando la migliore strategia di diversificazione, parlare di azzeramento, ma al massimo di riduzione o contenimento.
Prima di cimentarsi nel trading vero e proprio bisognerebbe maturare un po di esperienza, e per questa ragione la scelta della tipologia di broker da utilizzare nelle fasi iniziali diventa fondamentale, poiché non tutti gli intermediari offrono la stessa assistenza e gli stessi strumenti di supporto che sono necessari.
Tutte le notizie che provengono in modo abbastanza confuso dalla sfera finanziaria, non fanno altro che aumentare l’incertezza, destabilizzando gli investitori, soprattutto i piccoli risparmiatori, perché si trovano di fronte a delle alternative sempre più ridotte. Tutto ciò che un tempo rappresentava una soluzione anche nei casi più difficili, ovvero i titoli di Stato, sono oggi diventati degli strumenti finanziari non più tanto sicuri.
Allora come investire i risparmi? Nella realtà va sottolineato che così come fino a qualche anno fa, coloro che erano in cerca di investimenti con un maggior rendimento si rivolgevano ai titoli di stato ed obbligazioni provenienti dai Paesi in via di sviluppo, o per meglio dire ‘emergenti’, sfruttando pienamente l’opportunità della globalizzazione delle economie, anche oggi non bisognerebbe che fare le stesse scelte. Nell’economia vale sempre il principio che ‘nulla si crea e nulla si distrugge’, ma se mai la ricchezza migra, e le opportunità di investimento si spostano con una tempistica più rapida rispetto agli anni passati.
Per cui anziché avere un atteggiamento di chiusura o di timore rispetto all’evoluzione delle possibili soluzioni sul come investire i risparmi, bisognerebbe mantenersi aperti alle chance che concretamente si presentano. Ad esempio oggi è vantaggioso comprare casa a Miami, così come non lo è mai stato in passato, e ciò grazie ad una serie di fattori, che nel loro combinarsi ed interagire, hanno creato dei presupposti che difficilmente si potrebbero ripresentare in un prossimo futuro: prezzo di mercato inferiore al reale valore di acquisto, mercato delle compravendite vivce ed altamente liquido, un cambio euro dollaro, nonostante tutto ancora molto vantaggioso, un’elevato tasso di affittabilità senza avere rischi di stagionalità, e un sistema di tassazione favorevole per aiutare la ripresa economica.